Clinical EFT

Il Clinical EFT (Emotional Freedom Techniques) è una metodologia terapeutica strutturata e basata su evidenze scientifiche che combina stimolazione dei punti di agopuntura tramite tapping, esposizione controllata al contenuto emotivamente attivante e interventi cognitivi mirati, con l’obiettivo di ridurre in modo rapido e misurabile l’intensità della risposta emotiva e fisiologica associata a stress, traumi e sintomi correlati.

La storia del Clinical EFT

Il Clinical EFT (Emotional Freedom Techniques) nasce all’interno di un percorso evolutivo che intreccia tradizioni antiche, sperimentazione clinica moderna e ricerca scientifica contemporanea.

Le sue radici più lontane affondano nella medicina tradizionale cinese, che da oltre 5.000 anni utilizza i meridiani energetici come base per il trattamento dei disturbi fisici ed emotivi attraverso l’agopuntura. Sebbene questi sistemi non nascano in ambito psicologico, introducono un principio fondamentale: la relazione tra corpo, emozioni e sistema nervoso.

Nel XX secolo, alcuni professionisti occidentali iniziano a esplorare l’integrazione tra stimolazione dei punti e processi psicologici. Negli anni ’60, il chiropratico George Goodheart sviluppa la Applied Kinesiology, ipotizzando una connessione tra muscoli, organi, meridiani ed emozioni.

Successivamente, lo psichiatra John Diamond amplia questo approccio includendo esplicitamente la dimensione emotiva, aprendo la strada a ciò che verrà definito psychological acupressure.

Nel XX secolo, alcuni professionisti occidentali iniziano a esplorare l’integrazione tra stimolazione dei punti e processi psicologici. Negli anni ’60, il chiropratico George Goodheart sviluppa la Applied Kinesiology, ipotizzando una connessione tra muscoli, organi, meridiani ed emozioni.

Successivamente, lo psichiatra John Diamond amplia questo approccio includendo esplicitamente la dimensione emotiva, aprendo la strada a ciò che verrà definito psychological acupressure.

Negli anni ’90, Gary Craig, ingegnere e coach formato alla TFT, semplifica il metodo eliminando la complessità delle sequenze diagnostiche e creando un protocollo unico e replicabile: nasce così l’Emotional Freedom Techniques (EFT). Questo passaggio rende la tecnica più accessibile e diffusa, ma apre anche a un utilizzo non sempre rigoroso.

È proprio per distinguere l’uso clinico dall’uso generico che, a partire dagli anni 2000, si sviluppa il Clinical EFT. Ricercatori e clinici come Dawson Church e Peta Stapleton contribuiscono a definire protocolli standardizzati, criteri di sicurezza, modalità di misurazione e integrazione con la psicologia clinica e la psicoterapia del trauma. Parallelamente, iniziano a essere pubblicati studi controllati, meta-analisi e trial clinici su ansia, depressione, PTSD, dolore cronico e stress.

Il Clinical EFT si configura così come una metodologia evidence-based, che unisce:

  • esposizione controllata al contenuto emotivo,

  • stimolazione somatica dei punti di agopuntura,

  • ristrutturazione cognitiva mirata,

  • attenzione alla regolazione del sistema nervoso.

 

Oggi il Clinical EFT è utilizzato in contesti clinici, sanitari e di ricerca, ed è distinto in modo netto dalle forme non strutturate di EFT.

In Italia, il Centro MeP è il primo centro clinico di psicoterapia a proporre a professionisti sanitari percorsi certificati di Clinical EFT, inseriti all’interno di un modello strutturato e integrato con la psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione.